Joint Espresso

Joint Espresso

D: Com’è nata la vostra Start Up?

R: Joint Espresso nasce in maniera completamente differente rispetto alla maggior parte delle aziende italiane, e non è per mancanza di modestia ma solo per un dato oggettivo.
Questo progetto si basa sui dati numerici e sul marketing, quello che non parla unicamente di brand, ma parla di potenzialità e test di mercato, e tutti è stato convogliato in un business plan redatto in maniera certosina.
Joint Espresso è figlia delle nostre professionalità, in ambito marketing, business, produttivo (della canapa) ed economico.
La canapa è stato un business core tutto italiano fino ai primi del 900, eravamo la prima nazione al mondo con l’85% della produzione totale.
Questa fantastica pianta era già concepita come una opportunità straordinaria, il tempo ci ha portato a dimenticare le sue peculiarità trasversali, e il “caso” l’ha riportata alla ribalta.
Alcuni di noi lavorano in questo ambito da anni (produzione e studio) mentre altri si sono trovati a dare consulenze di branding e marketing per alcune aziende, altri supporto tecnologico e web, il match è stato quasi obbligatorio.
Anche per questo ci reputiamo una startup molto differente rispetto alle altre, poiché cerchiamo di seguire il Time To Market, e quindi essere pronti alle necessità del mercato nello stesso momento che il mercato le recepisce e le ricerca.

D: Cosa vuol dire Joint Espresso?

R:  Il nome è pregno della nostra voglia di immaginare e sognare.
Va fatto – obbligatoriamente – un piccolo preambolo.
Penso che tutti siano consapevoli del fatto che il fiore della canapa è stato usato in maniera ludica da sempre, vero? Bene.
Sappiamo tutti, allo stesso modo, che in italia l’uso di tale fiore (con presenza superiore allo 0,2% di THC – ndr) è illegale, poiché viene considerato droga.

Il valore di THC all’interno della canapa ne sancisce la legalità, ma non ne sancisce ancora l’uso in maniera esaustiva.Con l’entrata in vigore della legge 242/16 sulla Canapa Sativa L, i produttori e le aziende collegate alla commercializzazione di questi prodotti hanno iniziato a percepire la possibilità di un nuovo mercato, rimanendo però sul filo del rasoio per la comunicazione.

Per esempio, il fiore può essere venduto unicamente per “uso tecnico” o “per collezionismo”, questo vuol dire che le aziende si cercano di tutelare inserendo dei disclaimer in cui si dice all’utente finale che il fiore non ha uso combustivo e/o alimentare.

Pochissimi per esempio spiegano o sanno spiegare le peculiarità del CBD (Cannabidiolo – Metabolita della Cannabis Sativa – ndr) che ha effetti rilassanti, anticonvulsivanti, antidistonici, antiossidanti, antinfiammatori, favorisce il sonno ed è distensivo contro ansia e panico. Quindi l’acquirente dovrebbe tenerlo lì, su una mensola, oppure usarlo – come si faceva una volta in Svizzera – per profumare gli abiti.

Detto ciò, il termine “joint” è usato colloquialmente per rappresentare la parola “canna” / “spinello”.
Abbiamo deciso di usarlo nella sua accezione francese in cui vuol dire “connessione”.
Perché vogliamo connettere la canapa a qualcosa?
Semplicemente perché le peculiarità di questa pianta sono infinite e la prima connessione che abbiamo voluto creare è quella con un’altro simbolo del nostro paese, l’Espresso.
Da quì nasce Joint Espresso, che è votata ad essere un’azienda sincera nella comunicazione e sincera nel perseguire la finalità d’impresa e di rivalutazione del territorio.

D: Cosa vuol dire Green[d] The Happiness?

R: E’ un gioco di parole, siamo appassionati di semantica, significati e suoni. Cerchiamo di unire assonanze del mercato “vecchio” cercando di virare il timone della comunicazione associando e perseguendo nuovi significati.

In questo calderone di significati e assonanze abbiamo voluto tirare dentro la parola inglese Green (verde) che è il colore per eccellenza della Canapa con una nota fonetica che viene aggiunta dalla D finale, letto così – ai più – suonerà come Grind, altra parola inglese che vuol dire Macinare.
 Tramite la “macinatura” della Canapa vogliamo fonderla con tutti i prodotti possibili, per poter poter aggiungere le proprietà benefiche di questo prodotto in tutti gli ambiti.
Chiaramente la macinatura si riferisce anche al caffè, all’olio, e poi arriverà il cioccolato, le creme… e poi non vi diciamo altro, perché ci stiamo lavorando sopra. Vorremmo che prima o poi gli italiani, scendessero dal carro della ritrosia per abbracciare la scienza, un nuovo modo di fare azienda, e per perseguire l’opportunità di unire il business all’ecosostenibilità, poiché solo tramite queste innovazioni antiche possiamo macinare strada e arrivare alla felicità e serenità che tutti noi dovremmo perseguire.

D: Come pensate che si svilupperà il business della Canapa in Italia?

R:  Purtroppo a questa domanda è difficile rispondere, ci sono dei temi etici da affrontare, dei temi politici ma soprattutto dei temi sociali e ed economici.
Questa è un’opportunità splendida per tutta l’Italia, proprio in questo momento mentre rispondiamo alle vostre domande, in Francia ci sono 2 isolati di fila per uno dei primi Hemp Shop Light aperti a Parigi.
In Germania è boom, un completo boom di vendite.

Noi vorremmo che i nostri connazionali iniziassero a pensare fuori dagli schemi, a pensare fuori dai luoghi comuni e che lo stato desse forza a queste opportunità.
Cerchiamo di perseguire anche la coerenza. Come può l’Italia, un paese in cui c’è monopolio di stato su alcool e tabacchi reprimere la possibilità di uso della Canapa?Stanno attendendo di normare questi ambiti per apporre delle accise?E se sì, non basterebbe solo dichiararlo invece che fare questo terrorismo di informazione?
Lo so che questi discorsi sono anacronistici, però se smettiamo di porci le giuste domande, iniziamo ad essere ebeti pecore che non ragionano, ma perseguono solo ciò che altri indicano, senza alcuna riflessione.
Nonostante queste nostre convinzioni, supportiamo e rispettiamo la legge al 100%, facendo delle lotte culturali per il miglioramento delle opportunità di business e vita.
Per anni, declinata sotto nomi differenti, la canapa è stata vista SOLO e UNICAMENTE come droga.
Vi voglio porre una domanda, per quale motivo in Olanda, paese progressista e avanguardista per antonomasia, stanno vendendo tantissima Canapa Sativa con basso contenuto di THC? Io provo a darvi la mia di risposta, che condivisibile o meno è un punto di vista personale.

La Canapa è un prodotto della natura, che se coltivato fuori dagli schemi industriali può e deve essere applicato a tutti gli ambiti della vita, è la società poi che associa a questi ambiti un valore positivo e negativo. Spesso questo valore si rafforza tramite l’ignoranza, e ignorare vuol dire non conoscere.
Per far conoscere le proprietà della Canapa c’è la scienza, che noi interrogheremo e i cui risultati saranno divulgati da noi in maniera precisa e lineare. Nel nostro ragionamento quindi c’è la visione di una Canapa consapevole e inserita in tutti gli ambiti della vita che possano creare vero beneficio.

D: Che ricaduta può avere il vostro progetto sulla nostra Città?

R: Un valore altissimo! attualmente la nostra azienda Partner Hesalis sta coltivando nel territorio Umbro, allo stesso tempo continuano a dialogare con i coltivatori spiegando le possibilità di business legate alla Canapa. Molti in questo anno hanno creduto alle loro competenze, ed è per questo che Emilio rappresenta come socio in Joint Espresso tutte quelle competenze sul prodotto che ci servono.
Nella nostra volontà c’è quella di crescere, creare occupazione, e renderla stabile.

Siamo giovani e forti di averne viste di tutti i tipi finora, noi apparteniamo alla generazione di quelli definiti “bamboccioni”, di quelli che “vieni a collaborare da noi gratis, ti farà curriculum”, di quelli che in banca “non c’è credito per voi”, e di quelli che negli occhi hanno ancora stampata la parola “startup” come se in italia si finanzino le idee.
In realtà l’Italia è tutta un’altra roba, e anche se non ci va bene, questa è casa nostra e abbiamo deciso di lottare per valorizzarla.
Non vogliamo lottare in maniera campanilista, vogliamo propagare la visibilità delle nostre peculiarità e aggredire il mercato internazionale.

Mentre creiamo giorno dopo giorno il nostro progetto lo divulghiamo in rete, e abbiamo già iniziato a dire tramite i Social: “Hey noi facciamo questo e siamo quì, vienici a trovare! Acquista i nostri prodotti!”.
Il nostro mercato vuole essere globale, e speriamo nel breve-medio tempo di poter far uscire le prime richieste di posizioni lavorative.

D: A questo punto, dove vi possiamo trovare?

R: Joint Espresso è su Facebook e Instagram, abbiamo il nostro sito con e-commerce raggiungibile all’indirizzo www.jointespresso.com, in cui troverete anche degli articoli di approfondimento! Inoltre cercheremo di essere presenti a ogni manifestazione territoriale possibile, sicuramente saremo presenti a Borghi di Birra nel mese di Luglio, poi al Tesla Festival a Piediluco nel mese di Agosto.
Comunque per ricevere costanti aggiornamenti, basta un like alla nostra pagina e tutto diventa più semplice!

 

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